1990 shrek book hardcover value photo ian fleming book photo pistol | NO ICONS COMCTL32 DLL WINDOWS 98 | NUBILES TUBE MOVIES LONG | VENUS MILF AND COOKIES VIDEO | GRAND RAPIDS XXX VIDEO | VIDEO CLIPS AMATURE

Chi sono

Sono nato tra Arancia meccanica e Barry Lyndon, film che vidi più tardi, innamorandomi di Kubrick e del cinema.

Sono rimasto traumatizzato da E.T. L’Extraterrestre: da bambino sognavo di essere Elliot e aspettavo che un alieno buono diventasse mio amico per sempre. Sto ancora aspettando…

In pubertà ero ossessionato da Un lupo mannaro americano a Londra, che non ebbi il coraggio di vedere in tv. Temevo e bramavo di essere un licantropo anch’io…Non lo dissi a nessuno. Più tardi scoprii che ogni licantropo è destinato a incontrare la sua Alex.

Mi sono diplomato in provincia con Pedro Almodovar, John Waters e Tim Burton, prima che diventassero di pubblico dominio. Erano i tempi di mani pulite, della prima guerra del golfo, di Smells Like Teen Spirit. Io ero un freak e sognavo il Dams, un posto abitato dai miei simili…

Mi iscrissi a Lettere, complice la prospettiva di una carriera nell’insegnamento. Ma imboccai la strada del cinema e cominciai le nottate aspettando l’inizio di Fuori Orario per registrare tutto in un VHS da 3 ore, rigorosamente in LP. Complici Viale del tramonto, Blow Up e Tetsuo

Ho terminato i miei studi con Eyes Wide Shut, passando per Pulp Fiction , Trainspotting e Crash. Leggevo avidamente Duel, disordinatamente Deleuze, Balasz, Eizenstejn, Krakauer, Metz… Erano i tempi dell’immediatismo di Hakim Bay, del situazionismo mediatico di Luther Blisset e dell’esplosione di internet.

Scelsi Mario Soldati come argomento della mia tesi di cinema e teoria letteraria. Soldati mi folgorò, mi appassionò la sua vita sospesa tra la letteratura e il cinema, tra l’Italia e l’America, la sua identità mutante, ibrida. Mi ci ritrovavo un po’ anch’io…

Avevo l’impressione di estendere i miei confini, di potermi finalmente aprire al mondo, anche e soprattutto attraverso lo schermo. La sera davo lezioni di italiano agli adulti stranieri, mi incendiavo per le rivolte di Seattle e piangevo la morte di Fabrizio De André.

Cominciai a collaborare come tutor on line nel Laboratorio Itals dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Una palestra straordinaria. Mi riconciliai con l’Università, conobbi persone straordinarie, imparai l’e-learning e praticai il costruttivismo.

Decisi di continuare e, nonostante l’abolizione dei concorsi abilitanti e l’istituzione delle Ssis, nonostante la riforma universitaria dei 3+2, nonostante il terribile luglio 2001 a Genova e la recrudescenza delle tensioni sociali, decisi di iscrivermi alla Specialistica.

L’Italia andava complicandosi. Io pure. Trovai lavoro in un cinema. Poi una mia stroncatura de L’ultimo bacio mi mise non so come in luce e la Mostra del Cinema di Venezia mi chiamò come editor nell’Ufficio Stampa per ben quattro edizioni.

Il cinema mi stava addosso come una seconda pelle. Ne ero divorato. Terminai la Specialistica e mi selezionarono a gran sorpresa ad Harvard per una Graduate Student Conference in Italian Studies su Mario Soldati. La mia tesi specialistica nel frattempo venne pubblicata come guida didattica interculturale con il titolo Vedere gli immigrati attraverso il cinema (Guerra).

Impossibile tornare indietro. Numerosi i dottorati provati. Innumerevoli i pensieri di scappare altrove, di provare altrove. L’Italia nel frattempo cessava di essere un posto felice e io cominciai a surfare tra un lavoro e l’altro, tra una collaborazione e l’altra…

Finchè vinsi inaspettatamente un dottorato all’Università di Padova, tuttora in corso. Tema: una storia della Mostra internazionale d’Arte Cinematografica

Sono i tempi di Inland Empire, della realizzazione piena della profezia di Jean Baudrillard, della precarietà e della focale corta: massima ampiezza, scarsa prospettiva.